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I FAVOLOSI ANNI '60 - Venezia e dintorni

Erano gli anni in cui ognuno di noi sognava un futuro migliore; gli anni dell'emancipazione femminile, della rivoluzione culturale.
 L'era dei Beatles, il gruppo che ha rivoluzionato la Musica. Ed erano anche gli anni dei complessi, così si chiamavano allora le formazioni musicali; insomma, era l'era del Beat.
La formazione di quei complessi era prevalentemente tipo Beatles: chitarra solista, chitarra ritmica (di solito la "voce"), basso e batteria e le canzoni erano prettamente delle "cover" cantate quasi sempre in italiano (le cover consistevano in successi provenienti per lo più dall'area anglosassone con il testo in italiano, tradotto solitamente dai grandi autori del momento quali Mogol, Bardotti, Pace, Panzeri...).
In quegli anni anni "tutti suonavano" a scapito della qualità che si riscontrava fortunatamente nei rari gruppi emergenti (Orme, Uragani, Delfini, Kings...); tutti cercavano però una loro identità vestendosi con divise oppure ostentando la moda del momento. A volte alla formazione tipica veniva aggiunto un front-man, il cantante solista, oppure (ma successivamente) una tastiera (pianola) o un'organo vero e proprio. A quei tempi i complessi dell'area del veneziano, provavano il loro repertorio nelle "carbone" (magazzini) in Venezia città, luogo dove solitamente alla domenica venivano organizzati i famosi festini dove si ballava ( per lo più i lenti e dove l'unica luce accesa era la spia rossa del giradischi), e nei garage in terraferma. Ma si suonava anche nei patronati e teatrini parrocchiali, ( i preti di allora usavano anche quest'arma pur di avvicinare i giovani); nella Parrocchia di San Girolamo si organizzava il "Fioretto Beat", primordiale concerto in chiesa che va alla grande ancor oggi. Nei patronati si organizzarono i primi concorsi che erano allora affollatissimi. I complessi più preparati suonavano nelle "Feste dell'Unità", nelle sale da ballo, al famoso the danzante che aveva luogo per lo più dalle ore 16.00 alle 20.00: si ballava lo shake e il lento. Le sale si trovavano nell'entroterra veneziano (a Venezia centro storico esisteva La Lucciola alla Stazione e Da Rolando, la Sala dell'Arsenale, il Parco delle Rose e il Rigel al Lido )  a Mestre il Big (Il Piper di Mestre), il Sound Palace (Imperial) a Chirignago, La Caravella a Mogliano, Il Cervo Rosso a Noale, La Taverna a Fiesso D'Artico, La Vetrata a Strà, La Rosetta a Mira, Il Leopardo e La Colonna - Dancing Vettore a Oriago, Il Moron (Mocambo e Gabbiano) a Dolo, La Scala D'Oro a Mirano; a Jesolo lo Champagne a Go-gò, Le Capannine, Moulin Rouge e il Rendez Vous al Cavallino, La Rosa a Pellestrina e lo Shaker a Sottomarina. 

Gli anni dei Complessi Beat

Nei primi anni '60 c'è un grande fermento musicale che fa nascere i così detti complessi beat; a Venezia centro storico si contavano a decine ma le occasioni per esibirsi in pubblico erano rare. I locali, i "dancing", erano per lo più in terraferma e quindi difficilmente raggiungibili dai musicisti veneziani, che dovevano affrontare un vero e proprio trasloco: "il trasporto degli strumenti". E così ci si arrangiava come si poteva con "esibizioni" nei posti più disparati: patronati parrocchiali, feste di partito, scantinati ma anche, in calli e campielli. Chi aveva una bella voce (o credeva di averla) non poteva far altro che unirsi ai complessi esistenti (le basi musicali erano allora inesistenti). I complessi, sulla scia dei Beatles, erano allora formati da quattro elementi; qualche anno più tardi spuntarono i primi tastieristi con l'avvento dei primi organi, Gem (il più popolare e a buon mercato) ed Hammond (il più "in"), e ancora qualche anno dopo apparvero i Minimoog che diedero l'avvio all'epoca dei sintetizzatori. Quanta musica dai magazzini, le prime ed improvvisate "sale prova". Sulla scia dei più famosi Beatles e Rolling Stones, si formarono a Venezia e dintorni: i Diamanti, gli Innominati, i Cristalli, i Cuori Solitari,gli Snakes, le Immagini, gli IndianMen, i Cricket, Worm's, i Baronetti, i Fashion, i Fellows, i Marottini, i Paladini, i Pipistrelli, i Vagabondi, i Giacobini, i Galeotti,  i Mirmidoni, le Anime, le Pecore Nere, gli Arrows, gli Elementi, i Tireds, i Cocai, i Jolly Boys, i Lems... e parliamo naturalmente di complessi non propriamente conosciuti.

Le Schede

da sx: Marino De Silvestri, chitarra solista, Franco Urban, tastiere, Bruno Perolari, voce e batteria, Sergio Dalla Chiara, voce e chitarra ritmica, Mario Zara, voce e basso.

JOLLY BOYS

Era un gruppo di Venezia centro storico , formatosi nel 1966,  agli inizi nella tipica formazione a quattro: Sergio Dalla Chiara, voce e chitarra ritmica, Marino De Silvestri, chitarra solista, Gianni Melis, basso e Bruno Perolari, voce e batteria. Successivamente entrò a far parte del complesso anche Walter Masiero, prima come chitarrista e poi con la pianola; nel '67 il gruppo cambiò ancora formazione con l'entrata di Mario Zara al basso e di Franco Urban alla tastiera. Nel 1968, l'anno più glorioso per questo complesso musicale, entra nella formazione Leonardo Muzzu, una voce eccezionale, che suona anche la tastiera; è questo l'anno di maggiori soddisfazioni e riconoscimenti. Nel 1969 il gruppo trasforma il proprio nome in The Lems.

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I GIACOBINI

il complesso dei GIACOBINI nasce a Venezia centro storico nel '62 e comprendeva Roberto Rossetto alle tastiere,Gian Crescentini al basso , Gino Meneghetti alla chitarra, questi elementi rimasero gli stessi fino alla fine,mentre  alla batteria si successero un paio di ragazzi, l' ultimo fu Loris.Il repertorio era ovviamente BEAT e sopratutto cover dei BEATLES e ROLLING STONES .Anche se non hanno mai registrato dei 45 giri godevano di una vasta popolarita' in citta' e dintorni dovuta essenzialmente alle moltissime esibizioni nei vari locali,pubs sopratutto in terraferma :Marocco,Mestre,Jesolo,Lido(al BLUE MOON ).
Nel '65 fanno il grande passo:decidono di andare a Milano (allora era la Mecca dei complessi ).Subito riescono ad avere un ingaggio in un locale come gruppo di apertura ai piu' famosi DINO & KINGS...

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GLI AMICI

Marghera 1963 sono luogo e nascita di questo gruppo in cui si è formato anche il batterista delle Orme Miki Dei Rossi. Gli Amici è uno dei pochi gruppi Italiani che esegue ancora le musiche degli Shadows, la storica band Inglese che con il suo sound ha ispirato numerosi gruppi degli anni 60 per esempio i Beatles. In 40 anni di attività il gruppo ha mantenuto intatto lo spirito di quegli anni, fedele all'originale e con il rock di Cliff Richard e il sound degli Shadows.

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da sx: Maurizio Menin al basso, Franco Gasparini, voce e chitarra ritmica, Luigino Pascottin cantante solista, Bepi Gasparini voce e chitarra solista, Bruno De Vito batteria.

I MIRMIDONI

Nacquero musicalmente nel 1964 nel "famoso" Patronato Don Bosco a Venezia; Il gruppo aveva creato un proprio sound particolare condotto dall'ottima voce di Luigino, supportata dai cori di Bepi e Franco. Oltre a questo, offrivano nel proprio repertorio brani di qualsiasi genere, ballabili e d'ascolto e sapevano dare al loro pubblico quel giusto sapore genuino di semplicità e sicurezza, condito da un'ottima musica. I Mirmidoni rimasero sulla breccia otto anni, dopo di che si sciolsero.

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I CRISTALLI

Gruppo nato nel 1969,sulla scia di quella che era il beat a Venezia in quegli anni,la parola d’ordine in quel periodo era divertirsi nel fare musica soprattutto cover, i Cristalli si sono distinti perché uno dei loro elementi Claudio aveva una creatività musicale che ancora adesso considero fuori dal comune, il gruppo vanta numerose apparizioni in festival  locali e nazionali sempre piazzato nei primi posti ,nel corso degli anni si sono succeduti parecchi componenti che hanno lasciato per motivi vari ma sempre con un ottima armonia...

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LE NUOVE LACRIME

Il gruppo LE NUOVE LACRIME nasce a Favaro Veneto (Ve) nel “lontano” 1967,  formato dal fondatore, Giorgio (chitarra solista e voce) assieme a Walter (chitarra accompagnamento e voce) – Toni (tastiera ) – Adriano (batteria) – Gianni (chitarra basso e voce) e Paolo (voce solista) poi sostituito con Toni (chiamato Tatuan).
Dopo vari concorsi musicali tra i vari gruppi di quel tempo, di cui in questa finestra on – line ritrovo con piacere e nostalgia diversi nomi conosciuti, il mio gruppo emerge e vince...

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THE LEZARDS

Trascinati dalla energia musicale di Armando Scandagliato (voce-chitarra ritmica) e Cesare Baroni (conduttrice) non disgiunta dalla “voce” di Adriano Bertuzzi (basso) e dal sound di Francesco Trez (voce-batteria),  iniziammo come buona parte dei gruppi, esercitandoci con le canzoni “modaiole”  del periodo  nel pianoterra di Armando (evitando naturalmente i giorni di acqua alta !).

 

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I COCAI

Era l'anno 1974 e a Venezia alcuni ragazzi già presenti nella scena musicale come DRAPS ( i fratelli Amedeo Biasutti chitarrista e cantante e Paolo, bassista) diedero vita insieme ai cugini Luigi Turin, batterista degli SNAKES e Pierluigi Pandiani chitarrista alle prime armi, al complesso I Cocai...

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Fahrenheit 2001

Abbiamo suonato tra il 1968 e il 1970, poi ci siamo sciolti per seguire altre strade (università, amori, lavoro etc...). Il nostro massimo risultato è stato quello di suonare per due anni di fila come complesso di bordo sull'Ausonia (durante le crociere estive) e sull'Esperia (durante quelle invernali). Nulla di straordinario, quindi, ma molto divertente e anche discretamente retribuito, per quei tempi. Il gruppo, formato nel 1968 tra compagni del liceo Foscarini era originariamente formato da 4 persone, in puro stile beatlesiano

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THE POPS

Tra i vari gruppi, o come si usava dire allora complessi, che imperversavano  a Venezia e dintorni tra la metà e la fine degli anni ’60, uno dei più conosciuti è stato quello dei The Pops. Il gruppo era composto da quattro giovanissimi musicisti lidensi che nella foto  sono (da sx a dx): Salvatore Lo Voi  17 anni (basso), Sandro Coin 15 anni (batteria), Alberto Pernini 17 anni (chitarra ritmica e voce), Daniele Torresan 15 anni (chitarra solista).

                                                               

 

 

THE TIREDS

Capostipite dei gruppi musicali veneziani, The Tireds, ovvero I Stanchi, erano tutti del sestiere di Castello e provavano nel patronato di San Martino; erano così formati: Maurizio Rosso fondatore e capogruppo, cantante e chitarrista, Elio Torri chitarra solista, Ermanno Costa al basso, Gianni Cecchi batteria. Shadow, Sedaka, Paul Anka, Elvis Presley con le loro canzoni, facevano parte del repertorio del gruppo. Nel 1965 si aggiunge al gruppo Lino Fossetta, cantante solista. Cambia la moda e cambiano le canzoni: Rolling Stones e Beatles vengono imitati alla perfezione: nelle voci e nei modi di vestire, capelli lunghi compresi. The Tireds si esibiscono nei sempre più numerosi concorsi e in varie occasioni al Teatro Malibran, nella sala dell'Arsenale e nei patronati di San Domenico, Ca' Giustinian e San Girolamo e successivamente al Parco delle Rose e al Rigel del Lido di Venezia e negli anni '70 il gruppo si scioglie.

 

I PALADINI

Tra gli anni sessanta e settanta, noti ai frequentatori di dancing e balere dell'entroterra veneziano, erano I Paladini, capeggiati dall'indiscusso leader Danilo Chinaglia, voce solista e fisarmonica. Erano i tempi delle sagre paesane più spontanee, delle sale da ballo che chiudevano a mezzanotte. Erano i tempi tanto decantati adesso, gli anni '60, quei favolosi anni vissuti da molti di noi e che altri vorrebbero aver vissuto. A quell'epoca furoreggiavano Mina, Modugno, Carosone ed esplose Celentano. Nel mondo intero riecheggiava la voce di Sinatra, del grande Elvis ed apparvero i Beatles che con la loro musica sconvolsero il mondo intero. Ancor oggi quella musica si sente dappertutto, per radio e televisioni, in concerti e nelle sale da ballo ed era la musica che suonavano allora i Paladini: Danilo Chinaglia, voce e fisa, Antonio Scattolin tastiere, Salvatore Napoli, chitarra e sax, Walter Martignon batteria e Mario Ferro al basso.

QUELLI DEL BEAT... IN ITALIA

 

 

I CANAPONI

Si appartiene a quella grande schiera di complessi musicali che negli anni sessanta faceva apparizioni, spettacoli, manifestazioni, nei locali, teatri, sale da ballo,  proponendosi  in pubblico con brani musicali editi cover e inediti. Il nostro nome, "I Canaponi", ha origine dal soprannome con cui veniva chiamato il Granduca di Toscana Leopoldo II°: Canapone. Al nostro paese, Pietrasanta (LU), in piazza del Duomo vi è eretta una statua che raffigura questo personaggio,   in onore ai suoi benemeriti comportamenti amministrativi. Abbiamo proposto la nostra musica nei migliori posti della Toscana riscuotendo consensi e grandi soddisfazioni. Il gruppo composto da tre chitarre (basso, chitarra ritmica e canto  e chitarra solista), pianola ( come si chiamava a quel tempo), e batteria, formato  negli anni 1967/68 nelle aule di scuola  dell'Istituto d'Arte Stagio Stagi della nostra cittadina, in occasione  di una festa di Carnevale, raggiungeva la  somma di  ben 84 anni  ottenuta fra tutti i componenti della band. Faceva di noi vanto e simpatia la nostra giovane età e il talento innovativo. Ci siamo esibiti in pubblico per diversi anni  incidendo anche un disco (45 giri), riscuotendo successo  e grandi  accoglienze;  oggi  il complesso non esiste più ma rimane abbastanza sentito il  ricordo di chi ha vissuto con noi,    incontri, emozioni, e passioni,  respirando un  soffio di spensieratezza genuina, attraverso  la nostra musica.

 

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